per dovere di cronaca…

10 novembre 2011, 8:34

Dettaglio del meccanismo zigzag Necchi dal un brevetto del 1953

Il Giorno ha pubblicato il 23 ottobre scorso un articolo relativo ad una ricerca sui brevetti italiani con due citazioni relative a brevetti Necchi:

DALL’AZIENDA per macchine per cucire Necchi escono nel 1953 un dispositivo per cuciture a zig-zag, di Giuseppe Amman, e nel 1965 il dispostivi a camme, di Luigi Bono.

Probabilmente per amore di sintesi l’articolista ha riportato dei dettagli della ricerca senza verificare esattamente quale fosse la novità di un dispositivo per cuciture zigzag nel ’53 o di un dispositivo a camme nel ’65.

Dato che recentemente ho spulciato anche io l’archivio brevetti americano, vorrei fare le precisazioni del caso: la prima riguarda il tipo di fonte consultata. Mentre i brevetti italiani sono consultabili online sono disponibili online solo dal 1980, per i brevetti resistrati negli Stati Uniti esistono  sia il sito ufficiale dove però quelli precedenti al 1976 sono ricercabili e visualizzabili solo per numero o inventore/proponente, che l’archivio Google dove anche i i brevetti settecenteschi sono stati sottoposti a OCR e quindi, con i limiti del caso ricercabili.  I dati riferiti sono quindi relaitivi alla registrazione negli States di brevetti che spesso erano già registrati in Italia, resa necessaria dall’esportazione dei prodotti italiani all’estero.

Andando nel dettaglio, Giuseppe Amman ha richiesto a partire dal 1950 la registrazione di vari brevetti per conto della Fratelli Borletti Società per Azioni, relativi al particolare sistema zigzag impiegato, per esempio, nella ZZ2000, e del particolare meccanismo per l’inserimento ed il disinserimento delle griffe del trasporto.

La cosa più curiosa sono invece le registrazioni di Luigi Bono per conto di Vittorio Necchi a partire dal 1953: la prima registra il design della Supernova, che notoriamente ha fatto vincere a Marcello Nizzoli nello stesso anno il Compasso d’Oro.  Un secondo è relativo al sistema a camme della Supernova, vera grande invenzione del tempo, segue il meccanismo di sollevamento a molla per i tavolini ed altre quasi 300 richieste, spesso approvate con anni di ritardo.

Se vogliamo tornare al primato Necchi sullo zigzag per le macchine famigliari, un brevetto del 1950, precedente all’esportazione in grande scala negli Stati Uniti, cita il brevetto italiano  della Necchi n.363084 del 17 settembre 1938.

A quel tempo (1950) le macchine da cucire usavano dei dischi per trasmettere il movimento oscillatorio alla barra dell’ago. Il movimento meccanico Necchi, letteralmente indistruttibile, ha fatto delle eredi delle BDU le più affidabili macchine zigzag domestiche di tutti i tempi.

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Aggiunte

24 ottobre 2011, 21:06

Sembra strano, ma scansionare un manuale, a parte la noia e la ripetitività, può diventare un’odeissea quando tecnologia e imprevisti si accumulano a complicare operazioni banali… scuse a parte, nella sezione manuali sono finalmente a disposizione quello della Supernova Julia Necchi del 1961 e quello della serie 1100 Borletti del 1969.

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Misteri…

12 ottobre 2011, 10:27

Oggetto misterioso Adler

Tra le cose più divertenti (almeno dal mio punto di vista) del comperare lotti di accessori un po’ “alla cieca” c’è la possibilità di trovare oggetti inaspettati, come questi presenti in una delle scatole per accessori di macchina da cucire che ho fatto arrivare dalla Germania. La scatola era per una macchina Adler, certamente poco diffusa in Italia, contente dei piedini ad attacco universale, mentre dell’oggetto misterioso non avevo mai visto altri esempi. Mi sono scervellata per mesi a pensare come potesse essere attaccato al piano della macchina, avendo deciso che si trattava di un accessorio per cucire in curvo… Ovviamente non guardavo le cose dalla giusta prospettiva, finchè non ho chiesto aiuto a delle super esperte nel gruppo degli accessori vintage che hanno rapidamente svelato il mistero :)

mistero svelato

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Piedino zigzag – zigzagger

26 settembre 2011, 8:00

Parlando della Necchi BF credo di aver accennato al fatto che a corredo avevo trovato un piedino zigzag. In realtà bisogna distinguere tra piedini “zigzagger”, cioè che permettono di cucire a zigzag su una macchina rettilinea, e piedini zigzag, come vengono chiamati in Italia i piedini per cucire con punto zigzag nelle macchine che ne sono dotate. Probabilmente anche qualcuno di voi avrà sentito raccontare dalle nonne o zie, come è successo a me, che la loro macchina da cucire avrebbe potuto fare lo zigzag ma non si ricordavano come: questo tipo di piedini è la spiegazione del mistero! Vi giuro che, agli albori della mia passione per le cose vecchie, avevo mezza smontata la vecchia Singer per capire quale miracolo della meccanica avrebbe potuto muovere la barra dell’ago fuori dalla sua posizione, dato che il movimento (laterale od oscillatorio) della barra dell’ago era il modo meccanico per ottenere lo zigzag nelle macchine a me note e non potevo immaginare altra soluzione! Leggi il seguito »

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Aggiornamenti

25 settembre 2011, 21:30

Puzzle box Singer inglese

Non posso purtroppo annunciare di aver ripulito i manuali scansionati o di aver scansionato nulla di nuovo, però ho aggiunto le foto di un paio di nuove scatole di accessori inglesi per la mia Singer 15… La solita esibizionista ;)

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Buone vacanze!

30 luglio 2011, 9:55

Se non vedete i vostri commenti approvati, abbiate pazienza fino al mio ritorno ;)

Buon riposo (o buone creazioni)

 

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Accessori a corredo (ed extra corredo) delle macchine da cucire (Europa, anni ’20 – ’40)

27 luglio 2011, 7:45

Ho iniziato a parlare delle scatole di accessori americane, questa volta vi presento una galleria di pezzi di fattura europea con cui fare il confronto. Purtoppo, in assenza di manuale la datazione è incerta, per esempio, mentre credo di aver intuito che il ruffler a 4 posizioni esisteva dal 1932 in avanti e che l’attaccabordi è posteriore al 1915, non ho la più pallida idea di quando il plissettatore sia scomparso, probabilmente a cavallo tra anni ’30 e ’40. Leggi il seguito »

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Progetti e deviazioni

24 luglio 2011, 16:28

Prototipo #1 (dopo revisioni)

Capita, anche se raramente, che invece di fare il piccolo meccanico, io usi effettivamente le macchine da cucire. In questo caso dovevo realizzare una custodia per lo smartphone che mi è stato regalato, dato che la mia borsa non è il posto più sicuro per un display touch screen. Per alcuni giorni ho programmato nella mia testa varie opzioni, a maglia, ad uncinetto, in quilt… poi venerdi ho fatto un rapido giro da Girabito, alla ricerca di filati per la macchina da maglieria (ed infatti ho trovato un paio di fine cono di cotone) e pescando nel cassetto dei ritagli in pelle ho trovato, in  mezzo ai piccoli riquadri 5×7 cm che contiene normalmente, due ritagli più consistenti in una sottilissima e morbidissima pelle scamosciata (da guanti, per capirci) ed è scattata la lampadina: cosa c’è di meglio di una custodia in pelle??!!!  Perciò sabato pomeriggio ho recuperato dalla scatola degli aghi da macchina un ago n.80 per pelle e preso la macchina più comoda che avevo sotto mano, la Mirella di mio figlio. Perchè in una casa dove le macchine da cucire sono praticamente ovunque, quelle in vista sono appunto la Mirella, la Necchi OB a cui devo montare il motore e la Singer 15 a manovella: in pratica tre macchine rettilinee! Leggi il seguito »

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Scatole di accessori (Anni 20 – USA)

21 luglio 2011, 16:50

Accessori della 15-30 in un catalogo di fine '800

La mia filosofia, con le macchine da cucire, è che spesso più importante avere gli accessori giusti che una macchina troppo complessa. L’immagine di fianco si riferisce all’illustrazione della scatola degli accessori (cosiddetta puzzle-box) che potevano essere utilizzati con la macchina da cucire. Ne esistevano varie versioni, diverse a seconda del tipo di piedino. Anche se l’immagine non è purtroppo chiara, potete leggere nella versione per navetta vibrante pubblicata dall’ISMACS quali sono gli elementi fondamentali:  al centro spiccano gli orlatori nelle varie misure ed il bordatore, sopra, insieme a cacciaviti e stiletto, l‘underbraider ovvero l’accessorio per attaccare cordini decorativi sotto il tessuto, il cui rispettivo piedino si trova nel terzo ripiano dall’alto, con il tucker (plissettatore?), l’accessorio per realizzare pieghe a distanza regolare e la placca per increspare da usare insieme al pieghettatore che si trova nel quarto scomparto insieme alle bobine di scorta. Inutile dire che non ho nemmeno mai provato a prender una di queste scatole di legno su eBay.com: anche la più economica (e le scatole complete non lo sono mai!) costerebbe una cinquantina di dollari di sole spedizioni… Senza contare che non possiedo nessuna macchine così antica da averne bisogno :) In compenso negli ultimi anni ho acquistato qualche decina di scatole di accessori Singer e Greist (ad un certo punto la fabbrica Greist smise di fabbricare macchine da cucire e fece un accordo per produrre accessori anche per Singer) per compensare la mancanza :) Leggi il seguito »

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Lavasciuga…

18 luglio 2011, 8:22

In forma

A sinistra il lato interno, a destra quello esterno del tuck semplice (dritto o rovescio decidete voi)

… e si è ristretto (anzi accorciato, per vedere com’era guarda l’opera iniziale)! per fortuna era quello che volevo :D Ancora da rifinire ed aggiungere tasche, ma almeno dà una idea delle dimensioni finali! Buona settimana a tutti, io sono presa dalle ultime consegne prima delle ferie e sono piena di lavoro fino alle orecchie, voglia un po’ meno (molta meno). La cintura è un lunghissimo tubolare con la maglieria Magica Mattel (quella per fare i tubini alle Barbie ;) ), appena il proprietario la prova vediamo come rifinire anche quella. Il cappuccio è decisamente sbagliato e sarà solo decorativo… ma è il problema dei prototipi e mi rifiuto di riprendere un lavoro a tuck dal mezzo :P

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