
Che cosa fate se siete dei pendolari che passano in media 3-4 ore al giorno tra treni e sale d’aspetto? La mia prima risposta, soprattutto se il viaggio dell’andata è di primo mattino e verso una stazione terminale è sicuramente dormire! Se però alla vita da pendolare aggiungete le interminabili anticamere di visite mediche che costellano la gravidanza, la necessità di trovare qualcosa da fare per far passare l’attesa diventa una priorità, onde evitare di dare troppo peso ai ritardi con conseguenti perdite di pazienza… Così, scartati i libri per l’eccessiva concentrazione con cui li leggo (ho già scordato di scendere alla mia fermata una volta e preferirei non ripetere l’esperienza), una volta scoperto di essere incinta, ho deciso di dedicarmi alla maglia a ferri, ovviamente in tema con il momento. La cosa più bella della maglia bebè è che in genere un maglioncino taglia 60 cm si completa molto rapidamente, ma a quanto pare io penso sempre in grande ed ho optato per un progetto leggermente più ampio: un sacco nanna!
Devo ammettere che mi ha letteralmente accompagnato ovunque per l’intera gravidanza, allungandosi man mano che la panza cresceva… Il sacco infatti è lavorato tutto di un pezzo a partire dalle spalle della schiena, sebbene davanti poi si divida longitudinalmente in due parti per fare posto alla cerniera. Al momento della nascita del mio pupetto, le parti principali erano finite, ma mancavano le rifiniture, credo anche la cerniera da acquistare, insomma, devo confessare che il bimbo a cui ho pensato per ogni singolo punto non ha mai usato l’opera che sintetizza l’amore con cui la sua mamma l’ha atteso… Sembra incredibile, ma dopo mesi e mesi di dritti e rovesci, legaccio e punto riso mi sono fermata alla cucitura della cerniera. Quando qualche giorno fa mi sono decisa a rifinirlo credo di aver capito perchè: solo per la cerniera cucita a mano con punti regolari ho impiegato almeno tre ore, che decisamente non avrei avuto nei primi mesi dopo la nascita del pupetto.
Ora il sacco ha trovato un nuovo aspirante utilizzatore nel nipotino in arrivo per fine ottobre, per cui mi sono anche ingegnata ad aggiungere all’uncinetto alcuni dettagli di rifinitura, come la protezione per il gancio della cerniera sotto il bottone in modo che non graffi il collo. Spero che anche il mio nipotino apprezzi 🙂 Alle altre future mamme consiglio… un coprifasce! Per quel che riguarda il lavoro a ferri o all’uncinetto in treno, come avete potuto vedere con Totoro, non mi sono certo fermata… Anche se lavorare in pubblico sembra essere un modo certo per attirare l’attenzione e la conversazione dei vicini!